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Vendemmia e Lavoro Stagionale a Verona: Sorveglianza Sanitaria, Idoneità e Obblighi 2026 per le Aziende Agricole


La vendemmia veronese 2026: migliaia di stagionali, un mese di lavoro intenso

La provincia di Verona è il cuore vitivinicolo del Veneto: Valpolicella, Soave, Bardolino, Custoza, Lugana e la Bassa veronese concentrano decine di migliaia di ettari di vigneto e generano ogni anno, tra fine agosto e ottobre, uno dei più consistenti flussi di lavoro stagionale del Nord Italia.

La vendemmia 2026 è partita in anticipo di 8-10 giorni rispetto alla media, spinta dalle temperature elevate che hanno accelerato la maturazione. Nel Veronese le varietà a bacca rossa della Valpolicella — Corvina, Corvinone e Rondinella — segnano un calo produttivo stimato attorno al 10-12%, mentre lo stato sanitario delle uve risulta complessivamente buono grazie alla ridotta pressione delle malattie fungine.

Anticipo della raccolta significa una cosa molto concreta per le imprese agricole: meno tempo per mettersi in regola con assunzioni, formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali. E significa anche vendemmiare nelle settimane ancora calde dell’anno, con tutto ciò che il caldo comporta in termini di rischio per la salute.

Questo articolo riepiloga gli obblighi di sorveglianza sanitaria e idoneità alla mansione per i lavoratori stagionali impiegati nella vendemmia e nella raccolta, con particolare attenzione al regime semplificato previsto dalla normativa e ai controlli in corso sul territorio.

I rischi per la salute del vendemmiatore

La raccolta dell’uva è comunemente percepita come un lavoro “semplice”. Dal punto di vista della medicina del lavoro è invece una mansione che concentra, in poche settimane, un numero elevato di fattori di rischio.

Sovraccarico biomeccanico e posture incongrue

Il vendemmiatore lavora per ore in posizione flessa o accovacciata, con movimenti ripetitivi di mano, polso e gomito nell’uso della forbice e con la movimentazione manuale di cassette e bins di peso rilevante, spesso su terreno irregolare e in pendenza nelle zone collinari della Valpolicella e del Soave. Ne derivano i quadri più frequentemente riscontrati in sorveglianza sanitaria: lombalgie, patologie della spalla, epicondiliti e tendinopatie del polso e della mano.

Microclima caldo severo

Il lavoro all’aperto nelle ore centrali di fine estate espone a stress termico: crampi da calore, esaurimento da calore e, nei casi più gravi, colpo di calore. Il rischio è amplificato dallo sforzo fisico, dall’irraggiamento diretto e da un’idratazione spesso insufficiente. Il caldo incide inoltre sull’attenzione, aumentando la probabilità di infortuni con attrezzi da taglio e mezzi agricoli.

Agenti chimici e biologici

Il rientro nei vigneti trattati richiede il rispetto dei tempi di rientro dei prodotti fitosanitari. Si aggiungono l’esposizione a pollini e muffe, con possibili manifestazioni allergiche respiratorie e cutanee, il contatto con foglie e terreno che favorisce dermatiti irritative e da contatto, e il rischio di punture di insetti — vespe e calabroni sono presenti tra i filari proprio nel periodo della raccolta — con possibili reazioni gravi nei soggetti sensibilizzati.

Rischio infortunistico e mezzi agricoli

Trattori, rimorchi, carri raccolta, vendemmiatrici e muletti concentrano nel periodo vendemmiale il maggior numero di infortuni gravi in agricoltura. A questo si affiancano il rischio di caduta e scivolamento su terreno accidentato e l’esposizione a rumore e vibrazioni per gli addetti alla conduzione dei mezzi.

Rischio tetano

Il contatto con terreno e ferite da attrezzi rende la profilassi antitetanica un elemento non accessorio: la verifica dello stato vaccinale rientra a pieno titolo nel protocollo sanitario dei lavoratori agricoli.

Sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali: il regime semplificato

Molte aziende agricole veronesi si chiedono se i vendemmiatori assunti per poche settimane debbano essere sottoposti a visita medica. La risposta è sì: la sorveglianza sanitaria è dovuta anche per i lavoratori stagionali, quando la mansione comporta rischi per i quali il D.Lgs. 81/2008 la prevede — e nella raccolta dell’uva questi rischi ci sono.

Il legislatore ha però previsto un regime semplificato, costruito su tre passaggi normativi.

Art. 3, comma 13, del D.Lgs. 81/2008. È la norma che abilita l’adozione di misure di semplificazione per i lavoratori stagionali in agricoltura, in relazione alla durata limitata della prestazione.

Decreto Interministeriale 27 marzo 2013. Ha introdotto il primo regime semplificato, inizialmente riservato agli stagionali con non più di 50 giornate lavorative annue addetti a lavorazioni generiche e semplici, con periodicità biennale della visita ed esonero dall’obbligo di sopralluogo del medico competente in presenza di specifiche condizioni.

Legge 24 aprile 2020, n. 27 (art. 78). Ha esteso la semplificazione a tutti i lavoratori stagionali del settore agricolo, senza il limite delle 50 giornate, portando però la periodicità della visita a un anno e confermando che l’esonero dal sopralluogo opera nell’ambito delle convenzioni stipulate con gli enti bilaterali o con le aziende sanitarie.

Un elemento di grande utilità pratica: la certificazione di idoneità ha validità annuale ed è riconosciuta anche presso datori di lavoro diversi. Il lavoratore che si sposta da un’azienda all’altra nell’arco della stagione non deve ripetere la visita, purché la mansione sia sovrapponibile e il certificato sia in corso di validità.

L’Interpello n. 2/2022 ha chiarito che la sorveglianza sanitaria semplificata resta comunque all’interno dell’alveo dell’art. 41 del D.Lgs. 81/2008: semplificazione non significa deroga ai principi generali, né rinuncia alla valutazione del rischio specifico.

Il protocollo sanitario tipico del lavoratore stagionale agricolo

Il protocollo è definito dal medico competente sulla base del DVR aziendale e delle mansioni effettivamente svolte. Per il lavoratore addetto a vendemmia e raccolta gli accertamenti sono orientati agli apparati più sollecitati:

apparato muscolo-scheletrico, con attenzione a colonna vertebrale e arti superiori patologie allergiche, respiratorie e cutanee apparato respiratorio e cardiovascolare, anche in relazione alla tolleranza al lavoro fisico in ambiente caldo cute, per dermatiti irritative e da contatto stato vaccinale antitetanico

A questi si aggiungono, per gli addetti alla conduzione di trattori e macchine operatrici, gli accertamenti previsti per rumore, vibrazioni e, dove pertinente, per le mansioni a rischio per la sicurezza di terzi, comprese le verifiche previste in materia di alcol e sostanze.

Un aspetto spesso trascurato riguarda i lavoratori con età avanzata o con patologie croniche: la visita di idoneità è il momento in cui valutare la compatibilità reale tra condizioni di salute individuali, sforzo fisico e microclima caldo, con eventuali limitazioni e prescrizioni da tradurre in organizzazione del lavoro — turnistica, pause, mansioni all’ombra, affiancamento.

Formazione dei lavoratori stagionali: cosa è cambiato nel 2026

Alla sorveglianza sanitaria si affianca l’obbligo di informazione, formazione e addestramento ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008, che riguarda anche i lavoratori assunti per pochi giorni.

Dal 24 maggio 2026 è pienamente operativo il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti 59/CSR): tutti i percorsi formativi erogati da quella data devono rispettare i nuovi requisiti di durata, progettazione, verifica dell’apprendimento e tracciabilità, e devono essere erogati da soggetti formatori qualificati o accreditati.

Per le imprese agricole veronesi questo significa in concreto:

formazione generale (4 ore) e specifica proporzionata al rischio del settore agricolo, da completare prima dell’avvio effettivo della mansione addestramento pratico obbligatorio per l’uso di attrezzature e DPI, in presenza e con rapporto formatore/discenti adeguato abilitazioni per trattori, carrelli elevatori e macchine agricole: l’elenco delle attrezzature soggette ad abilitazione è stato ampliato e comprende ora anche macchine raccoglifrutta e caricatori per la movimentazione dei materiali fascicolo formativo documentato e conservato per almeno 10 anni

Va inoltre considerata una criticità specifica del comparto: una quota rilevante dei vendemmiatori è costituita da lavoratori stranieri. Formazione e informazione devono essere erogate in forma comprensibile al destinatario, come richiede espressamente l’art. 36 del D.Lgs. 81/2008. Materiali multilingue, pittogrammi e affiancamento sul campo non sono un di più: sono la condizione per considerare assolto l’obbligo.

Caldo in vendemmia: cosa impone il quadro 2025-2026

La raccolta anticipata riporta al centro la gestione del rischio da stress termico, oggi disciplinata in modo strutturato dal DM 95/2025 che ha recepito il Protocollo quadro sulle emergenze climatiche. Il principio è il superamento dell’approccio emergenziale: il caldo va valutato nel DVR e gestito con misure programmate.

Per l’azienda agricola le misure attese sono note e verificabili:

riorganizzazione degli orari con avvio anticipato al mattino e sospensione nelle fasce più calde pause in zona ombreggiata e disponibilità continua di acqua fresca rotazione delle mansioni più gravose informazione ai lavoratori sui segnali di allarme del colpo di calore e sui comportamenti di autotutela sorveglianza sanitaria attenta ai soggetti ipersuscettibili attivazione degli ammortizzatori sociali previsti in caso di sospensione dell’attività per temperature elevate

Il monitoraggio delle condizioni può essere svolto con gli strumenti previsionali di temperatura percepita disponibili gratuitamente per il settore agricolo, integrandoli nella pianificazione giornaliera della raccolta.

Attenzione ai controlli: la vigilanza straordinaria INL dell’estate 2026

Le imprese agricole devono considerare che il periodo vendemmiale coincide con una fase di controlli intensificati. Con la nota n. 4227 del 9 giugno 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha avviato una campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo per l’estate 2026, con durata da giugno a settembre ed eventuale prosecuzione.

La campagna prevede squadre miste composte da ispettori del lavoro, personale INPS e INAIL e militari dell’Arma dei Carabinieri, con selezione delle aziende da controllare basata su banche dati e intelligence territoriale, concentrata sulle aree e sui cicli colturali a maggiore impiego di manodopera stagionale. Nel 2025 gli interventi nel comparto agricolo avevano superato quota 10.000, in crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente.

L’obiettivo dichiarato è il contrasto allo sfruttamento lavorativo, ma i controlli investono l’intero perimetro della regolarità: rapporti di lavoro e orari, idoneità sanitaria dei lavoratori, formazione, DVR, condizioni di alloggio e trasporto, misure contro il rischio caldo.

Per un’azienda in regola la campagna non è un problema. Per un’azienda che ha “rimandato” visite e formazione all’ultima settimana prima della raccolta, sì.

Check-list operativa per l’azienda agricola veronese Aggiornare il DVR con la valutazione dei rischi specifici della vendemmia: sovraccarico biomeccanico, microclima caldo, fitosanitari, mezzi agricoli, terreno in pendenza Nominare il medico competente e definire con lui il protocollo sanitario per la mansione di raccolta Programmare le visite di idoneità prima dell’avvio effettivo della raccolta, verificando l’eventuale certificato annuale già in possesso del lavoratore Verificare lo stato vaccinale antitetanico nell’ambito della sorveglianza sanitaria Erogare formazione generale, specifica e addestramento conformi al nuovo Accordo Stato-Regioni, in forma comprensibile anche ai lavoratori stranieri Controllare le abilitazioni per trattori, carrelli e macchine agricole Fornire e far utilizzare i DPI adeguati: guanti, calzature antiscivolo, copricapo, protezione oculare dove necessario Pianificare orari, pause, ombra e acqua secondo il piano di gestione del rischio caldo Predisporre la gestione delle emergenze: addetti al primo soccorso formati, presidi disponibili, procedura per colpo di calore e per reazione allergica da puntura di insetto Conservare in modo ordinato giudizi di idoneità, attestati formativi e registri, pronti per un eventuale controllo ispettivo Domande frequenti (FAQ)

I vendemmiatori assunti per due settimane devono fare la visita medica? Sì. La sorveglianza sanitaria è dovuta anche per prestazioni brevi quando la mansione comporta rischi che la richiedono, come la movimentazione manuale dei carichi e il lavoro in ambiente caldo severo. Per gli stagionali agricoli si applica il regime semplificato previsto dalla normativa, con visita a periodicità annuale.

Il certificato di idoneità vale anche per un’altra azienda agricola? Sì. La certificazione di idoneità del lavoratore stagionale agricolo ha validità annuale ed è riconosciuta anche presso altri datori di lavoro, a condizione che la mansione sia corrispondente e il certificato sia in corso di validità.

Il limite delle 50 giornate è ancora in vigore? Il limite delle 50 giornate era previsto dal decreto interministeriale del 2013. Con la Legge 27/2020 il regime semplificato è stato esteso a tutti i lavoratori stagionali del settore agricolo, con periodicità della visita ridotta a un anno.

Chi effettua la visita ai lavoratori stagionali? Il medico competente nominato dall’azienda. In agricoltura è possibile avvalersi di convenzioni stipulate dagli enti bilaterali con aziende sanitarie o medici competenti, per agevolare l’adempimento nelle imprese di piccole dimensioni.

La formazione dei lavoratori stagionali si può fare il primo giorno di lavoro? La formazione deve precedere l’adibizione effettiva alla mansione. Programmarla all’ultimo momento espone al rischio di contestazioni e, soprattutto, lascia il lavoratore privo delle informazioni necessarie proprio nei giorni di maggiore esposizione al rischio.

Cosa controllano gli ispettori durante la vendemmia? Nell’ambito della campagna straordinaria INL avviata con nota 4227 del 9 giugno 2026 i controlli riguardano regolarità dei rapporti di lavoro e degli orari, idoneità sanitaria, formazione, DVR, condizioni di alloggio e trasporto e misure contro il rischio caldo.

Un lavoratore over 60 può fare il vendemmiatore? Non esiste un limite di età. Spetta al medico competente valutare, in sede di visita, la compatibilità tra condizioni di salute individuali, sforzo fisico richiesto e condizioni microclimatiche, esprimendo eventuali limitazioni o prescrizioni che l’azienda deve tradurre in organizzazione del lavoro.

Riferimenti normativi D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — artt. 3 c. 13, 28, 36, 37, 41, 168 e Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi) Decreto Interministeriale 27 marzo 2013 — semplificazioni per il settore agricolo Legge 24 aprile 2020, n. 27, art. 78 — sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali agricoli Interpello n. 2/2022 — sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali DM 9 luglio 2025, n. 95 — recepimento del Protocollo quadro sulle emergenze climatiche Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, Rep. atti n. 59/CSR — formazione in materia di salute e sicurezza Ispettorato Nazionale del Lavoro — nota n. 4227 del 9 giugno 2026, campagna straordinaria di vigilanza in agricoltura Conclusione

Nel Veronese la vendemmia mobilita in poche settimane migliaia di lavoratori stagionali, spesso alla prima esperienza nel settore e in un contesto di raccolta anticipata e temperature elevate. È una combinazione che concentra il rischio in una finestra temporale molto stretta.

La normativa mette a disposizione delle imprese agricole un regime semplificato che rende la sorveglianza sanitaria sostenibile anche per prestazioni brevi: visita a periodicità annuale, certificato valido presso più datori di lavoro, possibilità di avvalersi di convenzioni. Sfruttare questi strumenti in anticipo, e non nei giorni immediatamente precedenti la raccolta, è la differenza tra un adempimento gestito e un’emergenza organizzativa.

Sei un’azienda agricola o una cantina della provincia di Verona e devi organizzare idoneità, protocollo sanitario e formazione dei tuoi vendemmiatori? Contatta lo studio di medicina del lavoro: definiamo insieme il protocollo di sorveglianza sanitaria adeguato alle mansioni della tua azienda e pianifichiamo le visite con i tempi della tua vendemmia.