Sorveglianza sanitaria per videoterminalisti: quando è obbligatoria
Il lavoro al videoterminale (VDT) è ormai la condizione lavorativa prevalente in molti uffici, ma non tutti sanno che può rientrare a pieno titolo nella sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs. 81/08. Vediamo quando scatta l’obbligo, quali rischi vengono monitorati e come si organizza il percorso.
Chi è considerato videoterminalista
Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 definisce videoterminalista il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistematico e abituale, per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al VDT.
Il conteggio va fatto sull’effettivo tempo di utilizzo, non sull’orario teorico. Un lavoratore con orario full-time ma che usa il VDT solo 3 ore al giorno non rientra necessariamente nella definizione; viceversa, anche un part-time può superare la soglia se il suo lavoro è prevalentemente al computer.
I principali rischi
I rischi associati al lavoro prolungato al VDT sono noti e oggetto di attenzione medico-scientifica:
- Affaticamento visivo (astenopia): secchezza, bruciore, visione sfocata, cefalea di origine visiva
- Disturbi muscolo-scheletrici: cervicalgia, dorsalgia, lombalgia, dolore alle spalle e agli arti superiori, in particolare da postura scorretta o da movimenti ripetuti del mouse
- Affaticamento mentale e stress, specialmente in contesti ad alto carico cognitivo o multitasking
Quali visite sono previste
Per i videoterminalisti il protocollo sanitario tipicamente include:
- Visita preventiva prima dell’inizio dell’attività al VDT
- Visita periodica, di norma con cadenza quinquennale per i lavoratori fino a 50 anni di età e biennale per chi ha superato i 50 anni o ha giudizio di idoneità con prescrizioni
- Visita su richiesta del lavoratore quando insorgono disturbi riferibili all’attività al VDT
La visita include tipicamente anamnesi mirata, esame obiettivo generale, valutazione visiva (visiotest o esame ortottico), valutazione del rachide e del sistema muscolo-scheletrico.
Il ruolo della postazione di lavoro
La valutazione dei rischi per il videoterminalista non può limitarsi alla visita medica: è fondamentale l’analisi ergonomica della postazione. Il datore di lavoro deve garantire:
- Sedia regolabile con schienale lombare
- Altezza dello schermo correttamente impostata (il bordo superiore all’altezza degli occhi, a circa 50-70 cm di distanza)
- Illuminazione adeguata, senza riflessi
- Possibilità di alternare posizione (sit-stand dove possibile)
- Pause brevi e frequenti (15 minuti ogni 2 ore di attività continuativa)
Il giudizio di idoneità
La stragrande maggioranza dei videoterminalisti riceve un giudizio di piena idoneità. In alcuni casi il medico competente può prescrivere:
- Correzione visiva specifica per il lavoro al VDT (occhiali “per computer”)
- Limitazioni sul tempo continuativo di utilizzo
- Raccomandazioni ergonomiche personalizzate
Se la correzione visiva è necessaria in modo specifico per il lavoro al VDT e non è già in uso per altri motivi, il costo delle lenti correttive è a carico del datore di lavoro, come previsto dalla normativa.
L’importanza della formazione
La formazione dei videoterminalisti è un altro tassello fondamentale: informazione sui rischi, istruzione sull’uso corretto della postazione, pratica di micro-pause ed esercizi di stretching sono strumenti di prevenzione almeno tanto importanti quanto la visita medica.
Conclusioni
Il lavoro al VDT è sicuro quando affrontato con consapevolezza: visita medica periodica, postazione ergonomica e buone abitudini riducono nettamente l’incidenza dei disturbi correlati. Lo studio affianca le aziende nella definizione di protocolli sanitari adeguati e nella gestione operativa delle visite.